Quello energetico è un risparmio che ha riflessi sull'economia domestica di ogni famiglia e sulla salvaguardia dell'ambiente. Tale importante aspetto è tutelato anche a livello normativo; in particolare, il Legislatore ha inserito nel nostro ordinamento una serie di incentivi fiscali mirati a favorire un miglior utilizzo delle risorse energetiche.  Introdotto per la prima volta nella Manovra Finanziaria del 2013, l'ecobonus 65% è stato prorogato a tutto il 2017 e la Legge di Bilancio 2018, tutt'ora in corso di approvazione, ne prevede l'estensione anche a tutto il prossimo anno. Tale bonus si traduce in una detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef e Ires) calcolate in sede di dichiarazione annuale. Ogni anno è possibile detrarre 1/10 dell'importo complessivo del bonus, che viene calcolato su limiti di spesa diversi a seconda della tipologia dell'intervento agevolato e dell'immobile sul quale viene effettuato.
 

Chi può beneficiare dell'ecobonus 
 

Sono beneficiari dell'ecobonus le persone fisiche e giuridiche che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • proprietario dell'immobile;
  • detentore dell'immobile in virtù di un contratto di locazione, comodato o di leasing;
  • titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile (uso, usufrutto, abitazione, enfiteusi);
  • famigliari conviventi del contribuente che fa parte di una delle citate situazioni soggettive e limitatamente ai fabbricati con destinazione residenziale.

Le opere interessate dall'ecobonus possono essere eseguite sia su unità abitative singole (compresi gli appartamenti) sia sulle parti comuni condominiali. Per i contribuenti Ires, l'immobile oggetto dell'intervento dev'essere strumentale (per natura o per destinazione) all'esercizio dell'attività d'impresa. Le opere che danno diritto alla detrazione del 65% sono:

  • la riqualificazione energetica complessiva degli edifici;
  • l'edificazione di strutture opache (coperture, rivestimenti, pavimenti e pareti esterne), compresi gli infissi;
  • la sostituzione di caldaie e impianti di riscaldamento con altri a condensazione, pompe di calore, sistemi geotermici a bassa entalpia e generatori funzionanti con combustibili a biomasse;
  • l'installazione di schermature e pannelli solari;
  • - l'installazione e il cablaggio di sistemi di controllo a distanza delle funzioni di riscaldamento e climatizzazione.

Come anticipato, i limiti di spesa sui quali calcolare la detrazione variano a seconda degli interventi effettuati. La riqualificazione energetica dell'intero immobile ha un limite massimo di spesa pari a 153.846,15 euro, al quale corrisponde una detrazione di 100.00 euro. Tutte le opere che riguardano la sostituzione di caldaie e impianti di riscaldamento e/o climatizzazione beneficiano di una detrazione massima pari a 30.000 euro, per un tetto di spesa che non può superare i 46.153,84 euro. La costruzione di strutture opache, così come l'installazione di schermature e pannelli solari, ha un limite massimo di spesa pari a 92.307,69 euro, al quale corrisponde una detrazione di 60.000 euro. Infine, l'installazione e la messa a punto dei sistemi di domotica dà diritto a una detrazione del 65% senza alcun limite di spesa. Per gli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali, o inerenti l'intero condominio, la percentuale della detrazione e i limiti di spesa possono risultare differente dai valori sopraelencati; in talune circostanze, infatti, è possibile detrarre il 75% con un limite di spesa che è pari a 40.000 euro per ciascuna unità immobiliare del condominio. La detrazione complessiva va ripartita in 10 quote costanti e, ogni anno, il bonus che va a diminuire l'imposta lorda è pari a una di tali quote. Per i soli interventi inerenti le parti comuni condominiali, il Legislatore ha previsto la possibilità di cedere la detrazione. Si tratta dei casi in cui il contribuente che ha diritto all'agevolazione non sia tenuto al versamento di imposte, nell'anno in cui matura il diritto al bonus e in quelli successivi, perché rientrante nella ''no tax area''. In questa fattispecie, il contribuente può cedere la detrazione al fornitore che ha eseguito l'intervento agevolato, previo consenso dello stesso (che diminuirà la fattura dell'ammontare del bonus) e dopo aver dato preventiva comunicazione all'Agenzia delle Entrate.

Il beneficio dell'ecobonus è condizionato anche al rispetto di precise indicazioni in merito ai pagamenti (che vanno fatti con apposito bonifico "parlante"), alla compilazione delle fatture e ad altri adempimenti. Questi ultimi riguardano l'invio all'Enea di una scheda tecnica dell'intervento eseguito, da effettuare entro i 90 giorni successivi all'ultimazione dell'intervento stesso, e il rilascio dell'APE ("attestato di prestazione energetica"). L'Ape è da richiedere, e conservare, solo nel caso di opere di riqualificazione energetica globale, coibentazione dell'involucro esterno dell'edificio e sostituzione di infissi (solo se effettuata su unità abitative inserite in contesti condominiali). L'altra agevolazione fiscale dedicata al risparmio energetico è il bonus mobili 50%, che consente di ottenere una detrazione del 50% delle spese sostenute per acquistare grandi elettrodomestici di classe energetica A + (oppure di classe A, per quanto riguarda i forni). Anche in questo caso la detrazione si può godere in 10 tranche, portando quindi in diminuzione dall'Irpef lorda 1/10 all'anno del bonus complessivo. Il limite annuo massimo di spesa su cui si calcola l'agevolazione è pari a 10.000 euro, e l'incentivo è fruibile a patto che tali beni servano per arredare un immobile sul quale è stato eseguito un intervento di ristrutturazione di cui all'art. 16-bis del TUIR.
 

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